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Il fiuto dei cani come strumento per riconoscere casi Covid

Il fiuto dei cani come strumento per riconoscere casi Covid

Un recente articolo della BBC riporta la notizia che, secondo uno studio condotto da un team di ricerca franco-libanese, i cani, grazie al loro fiuto straordinario, sarebbero in grado di individuare tracce di Covid-19 nel sudore umano, con una percentuale di successo che in alcuni casi sfiora addirittura il 100%.

Tutto è partito da un’osservazione fatta daI Dottor Riad Sarkis dell’Università St.Joseph di Beirut, che dopo aver notato che i reparti Covid degli ospedali sono pervasi da un odore insolito, ha pensato che i cani potessero dimostrarsi dei validi alleati nel percepire la presenza del virus.

L’intento dello studio era quello di valutare un possibile impiego delle unità cinofile negli aeroporti per identificare persone positive al virus, considerati gli esiti positivi dei test condotti.
Al momento sono 20 i cani appartenenti alle forze di sicurezza libanesi che stanno seguendo uno specifico addestramento per controllare gli arrivi all’aeroporto di Beirut.

Se l’impiego delle unità cinofile all’aeroporto di Beirut si dimostrerà utile come preventivato, la speranza è che il modello venga adottato anche da altri aeroporti in tutto il mondo.