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Simone Pollo_Consumatori Aprile 2017

Legami che ci fanno umani: Simone Pollo per la Rivista Consumatori

«Ho sempre avuto una grande passione per gli animali – ci racconta Simone Pollo, filosofo morale della Sapienza e autore del volume Umani e animali: questioni di etica (Carocci, 2016) –. Il mio primo cane è arrivato quando ero alle elementari ed è stato con noi fino all’università. Per me era come un fratello. Quando è morto è stato un lutto talmente grande che non sono più riuscito a pensare di prenderne un altro fino a quando con la mia compagna, 10 anni dopo, ho incontrato Frida che è rimasta con noi fino all’anno scorso».

Ed è stata proprio questa cagnolina, ormai anziana, che durante la stesura del libro ha portato il filosofo a riflettere ulteriormente sulla nostra relazione con gli altri animali e su quanto le nostre vite siano profondamente intrecciate fra loro. «Ogni tanto – continua Pollo – interrompevo la scrittura per nutrire Frida, amata come una figlia, con carne di altri animali allevati al solo scopo di diventare cibo; negli ultimi mesi della sua vita l’ho curata con farmaci sicuramente sperimentati in laboratorio su animali e pulivo con detersivi che, per essere considerati sicuri, devono passare delle
prove sperimentali su animali. In questi pochi gesti quotidiani sono racchiuse le contraddizioni e le diverse relazioni tra noi e loro.
Della presenza delle vite degli animali in molti oggetti che ci circondano, spesso non ci rendiamo conto e la maggior parte di noi ne è del tutto inconsapevole».

Senza i legami e i molti intrecci con gli animali la civiltà umana non sarebbe quella che conosciamo e che viviamo oggi: è questo il punto di partenza della riflessione di Simone Pollo nel suo libro. Lo studioso ci invita a fare un esperimento mentale: “provate a riscrivere la storia dell’evoluzione dell’umanità senza la presenza degli animali, lo scenario sarebbe sicuramente molto diverso da come è oggi.
L’essere umano è quello che è perché nel corso della sua evoluzione biologica ha interagito con gli altri animali, mangiandoli, allevandoli, usandoli per vari scopi e costruendo con loro relazioni affettive. La sintesi è che siamo umani grazie agli animali”.

Da sempre gli esseri umani si interrogano su questo rapporto, ma è solo dagli anni Settanta del XX secolo che la filosofia si interroga in modo sistematico su quale sia il comportamento moralmente giusto da tenere nei confronti degli altri animali.
Se è vero, infatti, che ci sono utili in molti modi è altrettanto vero che essi sono esseri capaci di emozioni, piaceri e dolori simili a quelli umani, un fatto che dopo le scoperte di Darwin, ben descritte nel suo saggio L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli altri animali (1872), non è più possibile negare.
Chi è passato attraverso l’esperienza di convivenza con un animale d’affezione conosce bene il legame empatico che ci consente di comprendere il loro stato d’animo e a loro il nostro.
La vita media di cani e gatti si è allungata, come quella delle persone, e non è raro sentire di individui che raggiungono i 20 anni di età.
Questo importante pezzo di strada percorso insieme ci porta a conoscerci reciprocamente molto profondamente e capita di sentire un padrone dire del proprio animale che “gli manca solo la parola”, per evidenziare che, nonostante questa mancanza, la coppia si intende alla perfezione.
Molte persone dichiarano che, grazie al proprio animale, sono diventati individui migliori. L’animale d’affezione può essere in alcuni casi un mediatore che ci aiuta a vedere il mondo da una prospettiva diversa.

Sebbene negli ultimi decenni si sia sviluppata una maggior sensibilità nei loro confronti e sempre più persone pensino che sia giusto considerarli meritevoli di rispetto morale, il dibattito è più che mai aperto. Il nostro benessere è legato al loro benessere. Nei paesi industrializzati siamo abituati a pensare all’animale “lontano” da noi, sia a livello cognitivo che spaziale, si è perso il naturale contatto che caratterizzava la vita prima del boom economico, quando animali e persone vivevano insieme.
Nella realtà contadina, per esempio, la stalla era sempre adiacente alla casa. Un “progresso” che ha portato gravi conseguenze sull’ambiente e sulle nostre vite.
Anche la scienza ha preso posizioni chiare sulla stretta connessione tra la diffusione di numerose malattie e lo stato di salute dell’ambiente e il cibo di cui ci alimentiamo.
Per questa ragione Simone Pollo ci invita a “riflettere sul modo in cui, sia come individui che come specie, trattiamo gli animali, perché questo non dovrebbe essere uno scrupolo di pochi, ma un tema che interessa tutti noi in quanto esseri umani, cioè animali che hanno relazioni, consapevoli o meno, con altre specie viventi.

Nel suo libro cerca di proporre una analisi del problema che si distingua dalle tendenze dominanti del dibattito filosofico e dell’animalismo militante che, sia pur importante perché attira l’attenzione su aspetti cruciali e realtà drammatiche, non sempre propone soluzioni attuabili nel breve termine.
«Gli animali ci riguardano per quello che sono, ovvero esseri senzienti come noi, e per quanto significano nelle nostre vite» conclude il filosofo.

 

Articolo di Silvia Amodio pubblicato sulla rivista Consumatori – edizione Lombardia di aprile 2017.