Animali in città: canili sovraffollati, anagrafi e spese

Legambiente ha recentemente rilasciato un’importante indagine sui servizi offerti dalle amministrazioni comunali e dalle aziende sanitarie nei territori italiani sulla gestione degli animali d’affezione e la qualità della convivenza uomo-animale. La nona edizione dell’indagine “Animali in città” ha rilevato diversi fenomeni interconnessi tra loro come la spesa pubblica in aumento e la presenza di milioni di animali “clandestini”.

L’indagine, basata su dati del 2019 che hanno coinvolto 1069 amministrazioni comunali e 46 aziende sanitarie, ha messo in evidenza in primis il fatto che 69,5% dei Comuni ha uno sportello, un ufficio o un servizio dedicato ai diritti degli animali in città, ma solo uno su sette (il 15,7%) raggiunge una performance sufficiente, secondo Legambiente. Tra questi, troviamo PratoModena e Bergamo.

L’indagine si concentra sul numero di animali presenti sul territorio e sulla possibilità di ospitarli all’interno di strutture comunali.

Sulla base delle stesse informazioni, si stimano oltre 36mila posti nei canili rifugio che, però, sono sovraffollati: ospitano infatti 2,5 volte i cani che potrebbero ospitare.

Circa il 36% dei Comuni italiani conosce il numero dei cani presenti su ciascun territorio: la stima, basata sulle anagrafi territoriali più virtuose, va dai circa 20 ai 30 milioni di cani. Analogamente, solo il 29,7% dei Comuni sul territorio italiano monitora le colonie feline presenti sul proprio territorio, che misurano quindi più di 143 mila gatti.

L’indagine di Legambiente si focalizza inoltre sui regolamenti dedicati alla presenza degli animali sul territorio: è stato rilevato che solo il 35% dei Comuni italiani dichiara di avere un regolamento per la corretta detenzione degli animali in città, mentre l’accesso ai locali pubblici con gli amici a 4 zampe è regolamentato solamente nell’11% delle aree. Infine, il 14,9% dei Comuni costieri ha un regolamento riguardo l’accesso degli animali nelle spiagge.

L’indagine ha poi valutato le spese di gestione pubblica degli animali sul territorio: rispetto al 2018, nel 2019 c’è stato un aumento di circa 3,6% dell’investimento, che ha raggiunto un totale di circa 228 milioni di euro, e oltre il 60% di questi fondi sono destinati a canili e gattili, direttamente o indirettamente.