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Biodiversità urbana - Rivista Consumatori

Biodiversità urbana – Rivista Consumatori

Biodiversità urbana - Rivista ConsumatoriLe città stanno sempre più diventando luoghi di incontro tra uomo e varie specie animali. Rispettare e proteggere le biodiversità è un nostro dovere.

La perdita di biodiversità è un problema serio. Abbiamo chiesto ad Andrea Pirovano, zoologo e presidente di Progetto Natura Onlus, di darci qualche spiegazione. La perdita di biodiversità – spiega Pirovano – contribuisce direttamente al riscaldamento globale. Ogni anno il 12% delle emissioni di CO2 in atmosfera è causato dalla deforestazione. La perdita di biodiversità comporta anche importanti conseguenze ecologiche, sociali e non da ultimo, danni economici. Questi rapidi e drastici cambiamenti, di cui l’uomo è responsabile, ci avvicinano alla sesta estinzione di massa nella storia della vita sulla Terra. Un fenomeno di per sé naturale, ma, in questo caso accelerato dall’uomo di 100-1000 volte rispetto al passato. Quasi il 20% di molte specie animali e vegetali rischiano di sparire per sempre.

Ma a chi vive in città perché dovrebbe importare questo fenomeno?
Dovrebbe importare molto, visto che oggi circa il 50% della popolazione mondiale vive in aree urbane e che entro il 2050 questa stima aumenterà fino all’80%. Il tema della biodiversità urbana ha un ruolo rilevante nella pianificazione territoriale e urbanistica di molte città del mondo. L’incremento delle aree verdi in zone densamente popolate è una delle soluzioni, attraverso i servizi ecosistemici, che può contribuire a ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici, migliorare la qualità dell’aria, attenuare l’isola di calore. Inoltre è noto come il «verde» abbia effetti psico-fisici positivi sull’essere umano. Questi spazi urbani contribuiscono a rafforzare la coesione sociale, incrementano una consapevolezza ambientale e stili di vita più sostenibili. Diverse specie animali, originarie di ambienti agricoli-forestali di pianura ormai compromessi, possono adattarsi ai polmoni verdi delle città. Farfalle, api, bombi diventano i nostri vicini di casa e favoriscono l’agricoltura urbana attraverso l’impollinazione.

Una convivenza possibile anche a Milano, la città più industrializzata per antonomasia?Biodiversità urbana - Rivista Consumatori
Milano è una città accogliente per diverse specie animali. Le aree urbane offrono in pochi chilometri quadrati ambienti più diversificati rispetto alle distese di monoculture che si trovano intorno alle città. Molti uccelli la frequentano tutto l’anno, attratti dalle temperature più miti, dall’assenza di cacciatori e di pesticidi. Non è raro vedere i gufi, nella periferia sud, che passano le giornate appollaiati su qualche ramo in attesa di partire in cerca di cibo al calar del sole. Insieme ad altri colleghi, alla fine degli anni Novanta feci una ricerca, proprio in quella zona, per cercare di capire come mai ce ne fossero così tanti. Ne contammo 140! Analizzando le borre, quelle pallottole di pelo rigurgitate che contengono i resti (ossa e denti) non ingeriti delle prede, abbiamo scoperto che si nutrivano principalmente di ratti, che popolavano in grande quantità i canali artificiali di quella zona. Una buona ragione per spingere i gufi e le loro famiglie a sistemarsi da quelle parti! Oggi purtroppo quel dormitorio è quasi scomparso. Il falco pellegrino, invece, nidifica sul Pirellone, un evento curioso e insolito seguito da una webcam di Regione Lombardia, mentre l’airone cinerino nidifica al Parco Forlanini. Nei parchi storici, grazie alla presenza di grandi alberi, è di casa il picchio rosso maggiore, mentre nei parchi periurbani, come il Parco Lambro e il Parco Forlanini si può osservare anche il picchio verde. Oltre ai volatili è possibile vedere le lucciole, diverse specie di farfalle, tra cui la Vanessa atalanta e, nelle zone più periferiche, i ricci. E non mi stupirei di iniziare a scorgere anche le volpi.

Biodiversità urbana - Rivista ConsumatoriTra le varie voci del nuovo regolamento per la tutela del benessere degli animali, recentemente presentato, una promuove l’attenzione ai siti di nidificazione dei rondoni.
Sono animali molto cari alla nostra associazione che, con il progetto SOS Rondoni (www.sosrondoni.it; www.progettonaturaonlus.org), ha posto le basi per la tutela della specie a Milano, lavorando fianco a fianco con il professor Gustavo Gandini, il garante degli animali, per definire le strategie di tutela di questi affascinanti migratori. Insieme a chi gestisce il patrimonio edilizio, sia storico che moderno (Arcidiocesi, Soprintendenza, Ministero dei Beni Culturali, Ordine degli Architetti, Comune), abbiamo creato le prime linee guida per tutelarli nell’ambito degli interventi edilizi e siamo intervenuti sul campanile della chiesa di Santa Maria presso San Satiro tutelando una colonia. Sulla scia di questo successo, grazie al progetto #BiodiverCity, vogliamo allargare lo sguardo alla biodiversità urbana nel suo complesso.

Articolo di Silvia Amodio pubblicato sulla rivista Consumatori – edizione Lombardia di marzo 2020.