Il polpo: sogna, cambia colore e ha nove cervelli
Immaginalo disteso sul fondale, con gli occhi socchiusi e la pelle di un bianco uniforme. Sembra tranquillo. Poi, all’improvviso, la sua superficie si illumina: chiazze aranciate, rughe che compaiono e scompaiono, tentacoli che fremono. Sta dormendo. E forse sta sognando.
Il polpo è uno degli animali più straordinari del pianeta. Non perché sia grande o veloce, ma perché sfida quasi ogni categoria biologica in cui siamo abituati a pensare la vita animale. Ha nove centri nervosi: un cervello centrale e uno per ciascuno degli otto tentacoli. Si è evoluto in modo completamente indipendente rispetto ai vertebrati, separandosi dal loro ceppo evolutivo circa 550 milioni di anni fa. Eppure, guardandolo dormire, ci si riconosce in qualcosa di familiare.
Due fasi di sonno, proprio come noi
Per molto tempo si è creduto che il sonno bifasico – quell’alternanza tra sonno profondo e sonno REM tipica dei mammiferi – fosse un’esclusiva dei vertebrati. Studiando una specie di polpo giapponese di piccole dimensioni, Octopus laqueus, un team di ricercatori ha documentato due fasi distinte del sonno: una fase “quieta”, con il corpo fermo e la pelle bianca, e una fase “attiva”, di circa un minuto, in cui la pelle si trasforma in uno spettacolo di colori e movimenti. Durante la fase attiva, gli occhi si muovono, i tentacoli fremono e il ritmo respiratorio accelera. Il cervello mostra un’attività molto simile a quella della veglia, soprattutto nelle aree legate all’apprendimento e alla memoria.
La pelle come finestra sul cervello
Durante la fase attiva il polpo scorre attraverso gli stessi pattern cromatici che produce da sveglio, quando si mimetizza o comunica. Come se stesse “ripassando” le esperienze della giornata. Negli esseri umani sappiamo cosa sogniamo solo quando ci svegliamo e lo raccontiamo. Nel polpo, i ricercatori possono osservare in tempo reale l’attività del cervello dormiente attraverso i disegni che appaiono sulla sua pelle. Se durante questa fase c’è qualcosa che somiglia a un sogno, sarà breve e visivo, più simile a una GIF che a un film.
Il sonno si recupera, come nel nostro caso
Come negli esseri umani, anche nel polpo il sonno è omeostatico: se viene privato delle fasi attive, il corpo le recupera in seguito. I ricercatori lo hanno verificato tenendo i polpi svegli per 48 ore, sfiorando la pelle con un pennello ogni due o tre minuti. Nei giorni successivi, gli animali mostravano episodi di sonno attivo più frequenti, come se stessero recuperando quanto era stato sottratto.
Perché un animale così distante da noi ha sviluppato un sonno così simile al nostro? La risposta sta nella convergenza evolutiva: quando un sistema cognitivo diventa abbastanza complesso, il sonno bifasico emerge come soluzione vantaggiosa, indipendentemente dalla storia evolutiva della specie. Il polpo non è un vertebrato, non è imparentato con noi, eppure mentre dorme cambia colore e muove gli occhi. È un alieno che abita il nostro pianeta da molto più tempo di noi, e continua a sorprenderci.
Fonti:
Pophale A. et al., Wake-like skin patterning and neural activity during octopus sleep, Nature, vol. 619, 2023 → https://www.nature.com/articles/s41586-023-06203-4
Thompson B., Octopus may experience REM sleep, and dream, much like we do, New Atlas, 29 giugno 2023 → https://newatlas.com/biology/octopus-dream-rem-sleep-cuttlefish/
Hunt K., Do octopuses dream? Maybe. But they definitely change colors while they sleep, CNN, 25 marzo 2021 → https://edition.cnn.com/2021/03/25/world/octopus-sleep-dream-study-scn






