Formica d’argento: la velocista che non teme il deserto
A mezzogiorno, nel Sahara, la sabbia scotta tanto da uccidere la maggior parte degli animali. È proprio quello il momento in cui esce di casa la formica d’argento: corre, raccoglie il cibo e torna al nido in pochi minuti.
Un insetto che sfida il caldo
La formica d’argento del Sahara, vive in Nord Africa. Il suolo su cui cammina può avvicinarsi ai 70 °C e lei può resistere fino a circa 53,6 °C: oltre questa soglia muore.
Per sopravvivere ha diverse armi. Le zampe molto lunghe tengono il corpo lontano dalla sabbia rovente. Speciali proteine permettono alle sue cellule di funzionare anche a temperature estreme. E c’è una strategia di tempo: la formica lascia la tana solo quando può trovare cibo in fretta. Le sue uscite durano circa dieci minuti e avvengono a mezzogiorno, quando il caldo tiene lontane le lucertole predatrici e uccide altri insetti, che diventano prede facili.
Il segreto è nei peli
Il nome non è un caso. Il corpo della formica è coperto da una fitta peluria di peli di forma triangolare. Uno studio condotto dalla Columbia University di New York, guidato da Nanfang Yu, ha scoperto come funzionano.
Questi peli riflettono la luce visibile e il vicino infrarosso, le componenti più calde della radiazione solare. La luce visibile che viene comunque assorbita è riemessa come medio infrarosso, che esce dal corpo e lo raffredda: un fenomeno chiamato “radiazione di corpo nero”.
La prova è arrivata da un esperimento. Le formiche private della peluria sul posteriore, esposte al calore della sabbia, hanno raggiunto temperature corporee più alte di 5-10 °C rispetto alle altre.
Più veloce di Bolt, in proporzione
Una vita sotto il sole richiede anche rapidità. Nel 2019 la ricercatrice Sarah Pfeffer, etologa dell’Università di Ulm, in Germania, ha filmato con una telecamera ad alta velocità le formiche a Douz, in Tunisia meridionale. Le ha attirate dentro un tunnel di alluminio con un’esca all’estremità.
Il risultato, pubblicato sul Journal of Experimental Biology: la formica può correre a quasi un metro al secondo, percorrendo circa 108 volte la lunghezza del proprio corpo ogni secondo. In un secondo ha coperto 85,5 centimetri con 47 passi. Un ghepardo, che arriva a circa 30 metri al secondo, percorre solo circa 16 lunghezze corporee al secondo. Se Usain Bolt corresse alla velocità relativa della formica, toccherebbe gli 800 km/h.
Il segreto sta anche nell’andatura: muove tre zampe alla volta, come un treppiede, e ogni piede resta a contatto con il suolo per appena 7 millisecondi. Così rischia meno di affondare nella sabbia e sembra scivolare sulla superficie.
Cosa ci insegna
Gli scienziati dei materiali considerano rara la capacità di agire insieme sul visibile e sul medio infrarosso. L’obiettivo è ricreare in laboratorio questo rivestimento per produrre superfici resistenti alle alte temperature, utili ad esempio su tetti e pannelli solari. La ricerca sulla locomozione, invece, guarda ai muscoli che rendono possibile questa corsa, con la prospettiva di realizzare robot più piccoli, veloci e agili.
Fonti utilizzate
- Focus.it, Lo scudo anti-afa delle formiche d’argento, https://www.focus.it/ambiente/animali/la-tattica-anti-afa-delle-formiche-dargento-del-sahara
- Focus.it, Questa formica del Sahara è molto più veloce di Bolt (in proporzione), https://www.focus.it/ambiente/animali/la-formica-del-sahara-piu-veloce-di-bolt





