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Gli amori per gli animali delle contesse Baratieri – Rivista Consumatori

Alimenta l’Amore è contagioso! Anche all’Ipercoop di Treviglio è stato collocato il punto di raccolta di cibo per animali di cui beneficerà la
Fondazione Baratieri d’Arzago d’Adda, in provincia di Bergamo.
La Fondazione ha una storia molto singolare che vale la pena raccontare. Questo luogo nasce per volontà di due sorelle milanesi, le contesse Clementina e Clotilde Baratieri che fin da giovanissime negli anni ’50 hanno dedicato il loro tempo e le loro risorse per salvare gli animali. Le loro case nel centro di Milano hanno accolto centinaia di cani “senza tetto”. La loro missione è durata una vita intera fino alla morte avvenuta nel 1995 per Clementina e nel 1999 per Clotilde. Ma la loro presenza si è fatta sentire anche dopo quando, primo caso in Italia, nel testamento hanno lasciato scritto che tutto il proprio patrimonio venisse destinato, attraverso una fondazione, all’assistenza dei cani abbandonati, oltre a quelli che già possedevano, perché – recita il documento – gli uomini tradiscono, loro no.

La Fondazione si è costituita ufficialmente nel 2000 – ci spiega Cristina Uggeri, volontaria e membro del CDA – e siamo davvero molto impegnati.
Da quest’anno ci siamo organizzati anche per tenere i cani a pensione. Nel tempo abbiamo strutturato il centro con tutto quello che serve e siamo in grado di ospitare fino a 160 cani per volta. I box sono coperti e riscaldati, mentre delle grandi aree verdi consentono agli ospiti di correre e sgambettare durante il giorno. Ogni anno arrivano circa 200 cani e riusciamo a farne adottare altrettanti”.
Un aspetto importante riguarda la rieducazione dei quattrozampe che è stata affidata all’associazione La vita a 6 zampe. Molti cani, infatti, hanno perso la fiducia nel genere umano o hanno avuto brutte esperienze, fino a subire, nelle situazioni più gravi, veri e propri maltrattamenti. In questi casi sono necessarie figure preparate che facciano un percorso rieducativo, affinché il maggior numero di casi difficili possa essere inserito in una nuova famiglia.

Cristina ci racconta che “al centro lavorano 4 persone e un direttore sanitario, Veronica Ruffino. La responsabile del rifugio, Cristina Colombo, vive presso la struttura ed è stata la prima persona ad occuparsi dei cani delle contesse. Conosce la storia di ogni individuo presente e si dedica a loro completamente, cercando di rendere la loro permanenza il più serena possibile. Ci sono anche 30 volontari che hanno un ruolo prezioso e senza i quali non potremmo andare avanti. La loro motivazione, dedizione e serietà ci permettono di garantire una buona qualità di vita ai nostri ospiti a 4 zampe. Io ho la responsabilità di organizzare i loro turni di raccogliere fondi e tenere le relazioni con le altre associazioni, un tempo che devo conciliare con la mia professione: sono sales manager in una multinazionale americana che si occupa di software.
I nostri cani arrivano principalmente dal sud Italia, dove la situazione del randagismo è davvero critica, oppure da sequestri, sia a privati che li maltrattano, o ad opera della Guardia Forestale”.

Purtroppo un’altra piaga riguarda il traffico clandestino di cuccioli che provengono dai Paesi dell’Est per essere rivenduti nei negozi. Le persone cedono alla tentazione di un cucciolo di razza a basso costo, “ignorando – ci spiega la volontaria, che la loro provenienza è sinonimo di maltrattamenti. Spesso sono tolti prematuramente alle madri, malnutriti e quelli che sopravvivono a questi viaggi infernali arrivano da noi in condizioni disperate e hanno bisogno di cure, spesso molto costose”.
La Fondazione collabora anche con Save the Dogs, un’associazione che opera da tantissimi anni in Romania, un Paese dove purtroppo la coscienza animalista è molto arretrata. Qui dal 2001 Sara Turetta, la presidente, passa molto del suo tempo.
Dopo aver lasciato una promettente carriera, ha deciso di dedicarsi esclusivamente a questa missione: salvare gli animali e sensibilizzare le persone
del posto. Dalla Romania arrivano alla fondazione i cani che sono già stati vaccinati, curati e sterilizzati dall’equipe di Save the Dogs e che sono pronti per essere adottati in Italia. Come il piccolo Dario, un cucciolo denutrito che vagava sotto l’acqua senza speranza alla periferia di Bucarest. Arrivato il 17 dicembre a Milano, insieme ad altri compagni di sventura, ha trovato subito una nuova famiglia grazie alla Fondazione Baratieri.

Cristina ci spiega con orgoglio che “Il rifugio non è solo per gli amici animali, da 2 anni portiamo in giro nelle scuole, nei teatri e nelle piazze un evento
musicale per bambini, Little Pier e le storie ritrovate, che ha lo scopo di educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e della natura”.
Cristina Uggeri chiude con un appello “Abbiamo costantemente bisogno di aiuto, coperte, cibo, medicinali, donazioni, volontari, perché mantenere
tanti cani e una struttura così grande ed efficiente richiede molti sforzi economici”.
Per info fondazionebaratierionlus.it

 

Articolo scritto da Silvia Amodio e pubblicato sulla rivista Consumatori – edizione Lombardia di gennaio 2016.