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Rosi e la colonia del Castello – Rivista Consumatori

La convivenza tra l’uomo e gli animali in città è un aspetto di cui abbiamo già parlato ed è un punto intorno al quale anche le amministrazioni comunali si interrogano e lavorano. La maggior parte delle persone ama gli animali, ma creare un equilibrio tra tutti in una metropoli come Milano non è semplice.
Molti forse non sanno, per esempio, che secondo l’ultimo aggiornamento, Milano ospita quasi 1.000 colonie feline censite, alle quali vanno aggiunte quelle che non lo sono, per un totale di circa 20.000 gatti!
Un impegno importante anche per le amministrazioni comunali che, grazie all’opera delle “gattare”, accudiscono questi animali che di fatto appartengono al patrimonio Indisponibile dello Stato e sono a tutti gli effetti responsabilità del comune di appartenenza.

La sterilizzazione è l’unico modo per tenere sotto controllo il numero di animali, prevenire molte malattie e contrastare il randagismo. La normativa che tutela i gatti di colonia prevede che sia una pratica obbligatoria per le Ats veterinarie (Agenzia di Tutele per la Salute) che ogni anno, insieme al Comune di Milano, alle associazioni animaliste convenzionate e alle gattare, sterilizza circa 1.000 animali. Ciononostante tenere sotto controllo
il numero non è semplice perché purtroppo gli abbandoni sono all’ordine del giorno, anche per l’errata convinzione che un gatto, rispetto a un cane, riesca sempre a cavarsela. Non è così! Anche i gatti si affezionano alle persone con cui vivono e difficilmente sopravvivono alla strada se sono animali abituati a stare in famiglia.

Una figura storica nota agli addetti ai lavori è Rosi, una signora che accudisce i gatti del Castello Sforzesco, che costituiscono una delle colonie più “famose” di Milano. “Vengo qui da quasi quarant’anni – ci racconta Rosi – non ho mai saltato un solo giorno. D’estate e d’inverno, con qualsiasi condizione climatica, ogni mattina faccio il giro per dar da mangiare agli animali e controllare che sia tutto a posto.
Inizio da quelli che stanno nel fossato interno poi faccio il giro di quello esterno con la bicicletta.
I gatti ci sono sempre stati, al Castello. Un tempo aiutavano a tenere le biblioteche libere dai topi! Quando ho iniziato io ce n’erano 400! Ero una ragazzina, venivo qua con mia mamma per far passeggiare il cane.
A quei tempi erano due sorelle, due contesse, che si prendevano cura di loro poi quando sono morte, all’improvviso, i gatti sono rimasti da un giorno all’altro senza nessuno che se ne occupasse. Ecco come ho cominciato. Ora ce ne sono circa 60 e li conosco uno per uno”.

La cornice del Castello conferisce a questa colonia un fascino particolare che attira l’attenzione di cittadini e turisti che – come dice Rosi scherzosamente – “prima si fermano a fotografare i gatti poi vanno a vedere la Pietà Rondanini di Michelangelo…”.
Nulla di strano, e la capitale fa scuola in questo senso, i Fori Imperiali romani e non solo, sono frequentatissimi dai gatti che attraggono e
seducono orde di turisti di fronte ai quali sembrano mettersi in posa per scattare una foto ricordo.
Anche i gatti del nostro Castello stanno benone, soprattutto grazie ai funzionari e ai direttori che negli anni, non solo non hanno ostacolato la loro presenza ma, al contrario, si sono dati da fare per migliorarne la qualità della vita.
Recentemente è stata costruita anche una bellissima casetta nel fossato interno, ben inserita nell’architettura esistente, dove i gatti si possono riparare. Questa colonia è accudita insieme a Rosi dall’Ata (Associazione tutor animali) convenzionata con il Comune di Milano.
Questi animali sono affascinanti e misteriosi, non mi stanco mai di osservarli. Sono la mia vita – conclude Rosi – se potessi rinascere vorrei essere un gatto, una tigre o una pantera nera”.

 

Articolo scritto da Silvia Amodio e pubblicato sulla rivista Consumatori – edizione Lombardia di giugno-luglio 2016.